Gli immobili in Italia. Rapporto sul valore immobiliare 2017 a cura del MEF e dell'Agenzia delle Entrate

Il Rapporto 2017 Gli Immobili in Italia fa riferimento allo stock di abitazioni censito nel 2014 e ai redditi dichiarati per il medesimo anno di imposta. E’ stato preparato dal MEF e dall’Agenzia delle Entrate. Il volume si articola in capitoli che includono gli aggiornamenti della banca dati immobiliare integrata, le analisi e le evidenze statistiche sulla composizione dello stock immobiliare, sulle caratteristiche socio-economiche dei proprietari e della distribuzione e concentrazione dei redditi e della ricchezza immobiliare e approfondiscono inoltre le tematiche relative ad aspetti di fiscalità immobiliare.prosegue e consolida il percorso di aggiornamento e miglioramento delle informazioni della banca dati immobiliare integrata, che rappresenta uno strumento fondamentale per analisi delle politiche fiscali. Il volume include analisi sull’andamento del mercato immobiliare italiano, anche nel confronto con altri Paesi.

Gli utilizzi degli immobili in Italia per le persone fisiche

Nel 2014, su circa 56,4 milioni di unità immobiliari, le abitazioni principali sono quasi 20 milioni e 13,4 milioni circa sono le relative pertinenze; insieme costituiscono quasi il 60% dello stock di proprietà delle persone fisiche. Gli immobili locati sono 5,3 milioni, il 9,4% del totale, e quasi 1,3 milioni, il 2,3% del totale, sono immobili concessi in uso gratuito a familiari o ad altri comproprietari. Le unità immobiliari per le quali non è noto l’utilizzo sono, nel 2014, circa 2,1 milioni, il 3,7% del totale. Riguardo alle abitazioni, la maggior parte sono destinate alla residenza delle famiglie (62,6% sono abitazioni principali). Solo l’8,8% dello stock abitativo è dato in locazione, mentre le abitazioni a disposizione (denominate “seconde case”) sono pari al 17,9%. Un ulteriore 2,8% è costituito da abitazioni date in uso gratuito a un proprio familiare che ivi “dimora abitualmente”. Ipotizzando che ad ogni abitazione principale corrisponda una famiglia, risulta che il 77,4% delle famiglie (dato
del numero di famiglie – fonte ISTAT 2014) risiede in abitazioni di sua proprietà, dato in crescita rispetto al 2012, quando la quota era pari al 76,6%.
I lavoratori dipendenti e i pensionati costituiscono l’81,7% dei proprietari e il Valore Imponibile Potenziale IMU e il Valore Stimato di Mercato complessivo delle loro abitazioni sono rispettivamente pari, in media, al 74,3% e al 73,9% del valore totale. I proprietari che dichiarano come reddito prevalente quello da fabbricati sono il 6,1% del totale e possiedono abitazioni con un Valore Stimato di Mercato pari al 12,4% del valore totale.

Il valore del patrimonio immobiliare

Il valore del patrimonio abitativo di proprietà delle persone fisiche e dei soggetti non persone fisiche (enti, società, istituzioni, ecc.) oltre che delle pertinenze ammonta complessivamente a 6.227,5 miliardi nel 2014 e a 6.345,4 miliardi nel 2013.
Il valore del patrimonio abitativo, ripartito per Regioni, in funzione della natura giuridica del proprietario – persona fisica (PF) e persona non fisica (PNF) – e relativamente ad abitazioni e pertinenze si concentra anzitutto in capo alle persone fisiche (oltre il 90%) e si distribuisce per il 48,5% al Nord, il 25% al Centro ed il 26,4% al Sud e Isole. Rispetto al 2013, la distribuzione dei valori rimane sostanzialmente invariata.
La superficie lorda delle abitazioni, stimata è pari a circa 4 miliardi di m2 (Tabella 2.4). La superficie media di un’abitazione in Italia, calcolata come rapporto tra superficie complessiva e numero di unità abitative totali, è pari a 117 m2. Le Regioni con abitazioni mediamente più grandi sono l’Umbria (134 m2), il Friuli Venezia Giulia e il Veneto (132 m2). Le dimensioni mediamente più ridotte si riscontrano in Valle d’Aosta (93 m2), Liguria (96 m2) e Basilicata (106 m2).
Rispetto al 2013, il valore medio delle abitazioni si è ridotto in quasi tutte le grandi città (con popolazione superiore a 250.000 abitanti); la maggiore riduzione si è registrata a Torino (-11,4%). Le uniche variazioni positive del valore medio delle abitazioni si osservano a Milano (+4,5%) e, in maniera più contenuta, a Venezia (+0,9%).
Tra i maggiori paesi europei, si osserva che, nel periodo immediatamente successivo alla crisi (2009), solo la Germania e la Svezia mostrano un andamento dell’indice dei prezzi reali delle abitazioni lievemente positivo. Nel 2010, una ripresa, ancorché incerta, si registra in Francia, Finlandia, Svezia e Regno Unito. Nel periodo 2011-2013 solo Germania e Svezia non sono interessate da variazioni negative dell’indice dei prezzi, espresso in termini reali, delle abitazioni; a questi paesi si aggiungono l’Irlanda e il Regno Unito, dal 2013. Infine, nell’ultimo anno disponibile (2015), si osserva una sostanziale ripresa dei prezzi reali delle abitazioni nei paesi considerati, fatta eccezione per l’Italia, la Francia e la Finlandia.

Interventi di ristrutturazione edilizia

Nel periodo 2005-2014 sono stati effettuati complessivamente 17,1 milioni di interventi per il recupero del patrimonio edilizio cui corrispondono un ammontare di spesa totale pari a 94,3 miliardi di euro circa e una spesa media per opera pari a 5,5 mila euro. Rispetto all’ammontare di spesa complessiva sostenuta, l’importo totale portato in detrazione è pari a 4,1 miliardi di euro e la media per intervento è pari a 241 euro.
E’ disponibile sul sito Rete Asset il testo completo del Rapporto.
Importo totale delle spese per ristrutturazioni edilizie in milioni di euro, per Provincia, anno 2014. Dati MEF e Agenzia delle Entrate.

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