Comunità rinnovabili 2021: rapporto Legambiente

Comunità energetiche

1,1 milione di impianti da fonti rinnovabili in grado di soddisfare 37,6% dei consumi elettrici italiani e 19% dei consumi energetici complessivi, 3.493 Comuni 100% elettrici e 40 Comuni 100% rinnovabili. Così abbiamo chiuso 13 GW di centrali a fonti fossili.

Ma i grandi impianti non decollano: nel 2020 installati solo 112 MW in più del 2019, per una potenza complessiva installata appena sopra a 1 GW. Di questo passo l’Italia raggiungerà il proprio obiettivo di installazioni tra 68 anni.

Al centro del report ci sono le comunità energetiche e le configurazioni di autoconsumo collettivo, un’opportunità arrivata con la sperimentazione consentita con la Legge Milleproroghe approvata a marzo 2020, e su cui il Paese sta dimostrando una grande attenzione insieme al bisogno e alla voglia di un maggior protagonismo dal basso, come dimostrano le oltre 30 storie censite da Legambiente. Le comunità energetiche, secondo uno studio Elemens-Legambiente, potranno contribuire con circa 17 GW di nuova potenza da rinnovabili al 2030, pari a circa il 30% dell’obiettivo climatico al 2030 del PNIEC, ancora da aggiornare. La restante parte dovrà essere coperta attraverso lo sviluppo di impianti eolici, a bioenergie, geotermici, idroelettrici diffusi nei territori e ben realizzati.

Sono 2 le comunità energetiche realizzate, a Napoli e Magliano Alpi, alle quali si aggiunge l’esperienza di autoconsumo collettivo di Pinerolo. La prima realizzata nel quartiere periferico di San Giovanni a Teduccio con un investimento di circa 100mila euro, finanziato da Fondazione con il Sud, e che grazie al ruolo fondamentale della Fondazione Famiglia di Maria ha coinvolto 40 famiglie con disagi sociali che potranno godere dei benefici di questo nuovo sistema energetico. 16 le comunità energetiche in progetto, 7 quelle ancora nelle primissime fasi preliminari che vedono coinvolti Comuni, imprese e cittadini. E poi esperienze innovative di produzione e autoconsumo dell’energia che non rientrano dal punto di vista normativo in queste nuove configurazioni, come quella del porto di Savona dove è stata creato un sistema semplice di consumo e produzione a servizio delle utenze portuali, oggi alimentate da 121 kW di pannelli solari fotovoltaici destinati ad aumentare fino a 4 MW, e in grado di soddisfare, una volta a regime, il 95% del fabbisogno annuale di energia del porto di Savona o il 45% di tale fabbisogno più i consumi di una grande nave passeggeri 10 volte al mese. Ma anche 15 esperienze di autoconsumo, elettrico e termico, legate ad aziende agricole, edifici e interi territori.

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