Dal Giappone arriva la prima nave per il trasporto di idrogeno liquefatto

Nave Idrogeno liquefatto

Il primo sistema di trasporto di idrogeno liquefatto al mondo, costruito per spedire, a livello internazionale, grandi quantità di H2 congelato, è stato lanciato mercoledì da Kawasaki Heavy Industries (KHI).

La nave “Suiso Frontier” (‘suiso’ significa ‘idrogeno’ in giapponese) giocherà un ruolo chiave nel progetto dimostrativo HySTRA (Hydrogen Energy Supply-Chain Technology Research Association), che vedrà grandi quantità di H2 prodotta dalla lignite in Australia e poi spedita per 9.000 km alla città di Kobe in Giappone.

Il serbatoio di stoccaggio di idrogeno isolato sottovuoto della nave – attualmente in costruzione presso lo stabilimento di Harima e che sarà installato entro la fine del 2020 – sarà in grado di trasportare liquefatto (LH2) a temperature di -253°C. Il processo di liquefazione riduce di 800 volte il volume di idrogeno gassoso.

La tecnologia è simile a quella delle metaniere a gas naturale liquefatto (GNL). Nel 1981 KHI ha costruito la prima nave asiatica di GNL.

L’idrogeno è un gas a combustione pulita che può essere utilizzato per lo stoccaggio di energia, il calore, i trasporti e i processi industriali, ed è sempre più considerato come un elemento importante nella decarbonizzazione del settore energetico.

Ma l’idrogeno non è presente in natura nella sua forma pura, quindi deve essere estratto da sostanze ricche di idrogeno. Fino ad oggi, grazie ad un’economia favorevole, è stato prodotto principalmente da gas naturale o carbone – processi che emettono da 9 a 12 tonnellate di anidride carbonica per ogni tonnellata di H2 prodotta.

Per essere considerato un combustibile pulito, l’idrogeno deve essere prodotto per elettrolisi (dividendo le molecole di acqua in idrogeno e ossigeno con una corrente elettrica) utilizzando energia rinnovabile – creando il cosiddetto “idrogeno verde”; oppure attraverso combustibili fossili con la CO2 catturata e immagazzinata – noto come “idrogeno blu” – anche se gli attuali processi commercializzati non sarebbero in grado di catturare più del 95% del carbonio emesso.

Il progetto HySTRA vedrà la lignite di carbone a basso contenuto calorico e ricco di umidità “gassificata” – mescolandola con ossigeno e vapore ad alta pressione – in una struttura in fase di costruzione nella Latrobe Valley, nello stato di Victoria, Australia sud-orientale. Questo processo crea un gas sintetico costituito principalmente da monossido di carbonio (CO) e idrogeno, che vengono poi separati. I due composti di questo “syngas” sono poi separati da una membrana, con l’idrogeno catturato e immagazzinato e il CO rilasciato nell’aria, dove si combina naturalmente con gli atomi di ossigeno per diventare anidride carbonica. (La maggior parte di questo carbonio potrebbe essere catturata e stoccata, ma attualmente il progetto non ha l’obiettivo di farlo, nonostante il nome “CO2-free”.)

L’idrogeno gassoso sarà poi trasportato in camion al vicino porto di Hastings, dove sarà liquefatto e caricato sulla Suiso Frontier, prima di essere spedito ad un terminale in costruzione a Kobe.

Dato che il Giappone ha poca terra disponibile per l’eolico terrestre e i parchi solari, il paese sta progettando di sviluppare una “economia dell’idrogeno”, con enormi volumi di H2 pulito importato.

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