Rapporto 2022 sull’economia circolare in Italia

Il punto critico,  è che in Italia non si è riscontrato negli ultimi cinque anni quel disaccoppiamento tra PIL e consumo di materiali che indicherebbe buone performance di circolarità dell’economia. Partendo
da un valore pari a 100 per il 2017, troviamo che al 2019 il PIL è a 101 e le importazioni nette di materiali
a 99, per allinearsi sostanzialmente nel 2021. In mezzo, nel 2020, è arrivata la crisi creata dalla pandemia. E ha prodotto una flessione dei consumi di materia prima più o meno accentuata nei vari Paesi. In Europa, durante l’anno, sono state consumate in media circa 13 tonnellate pro capite di materiali. Tra le cinque maggiori economie al centro dell’analisi di questo Rapporto (Italia, Francia, Germania, Polonia, Spagna) le differenze sono consistenti: si va dalle 7,4 tonnellate per abitante dell’Italia alle 17,5 della Polonia. La Germania è a quota 13,4 tonnellate, la Francia a 10,3, la Spagna a 8,1. Dunque in un contesto che, come abbiamo visto, è negativo sotto il profilo dell’economia circolare,
l’Italia è riuscita a contenere i danni e migliorare alcuni indicatori di circolarità meglio di altri Paesi.
Inoltre nell’ultimo decennio, anche a causa della delocalizzazione di alcune produzioni, l’Europa ha
registrato una diminuzione dell’uso di materie prime e in Italia la riduzione pro capite è stata la maggiore tra i Paesi considerati: il 36%. Segue la Spagna con il 27%. Gli altri tre Paesi analizzati hanno registrato una diminuzione dei consumi per abitante compresa tra il 16% e il 17%.
Positivo per l’Italia anche l’andamento negli ultimi dieci anni della produttività delle risorse. L’aumento
medio europeo è del 17%, quello italiano del 42%. Ma – e questo è il filo conduttore di questo Rapporto
– i risultati dell’Italia appaiono complessivamente buoni solo se paragonati alla concorrenza. L’obiettivo
di mettere in sicurezza il Paese attraverso l’uso intelligente delle risorse (materia ed energia) che
abbiamo a disposizione nel territorio nazionale resta drammaticamente lontano.

Il testo completo del rapporto è disponibile qui.

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