Assemblea ANDIL 2017: il laterizio contribuisce alla sicurezza del Paese preservando l’identità dei luoghi con sistemi antisismici consolidati ed innovativi

Riflettori puntati su “identità e sicurezza” all’assemblea ANDIL 2017 – Associazione Nazionale degli Industriali dei Laterizi, dal titolo “Il laterizio per la sicurezza del Paese: ricostruzione del Centro Italia e prevenzione sismica nazionale”


“Ci sono temi che in particolari periodi prevalgono sugli altri per l’attenzione dei media, per l’emanazione di norme specifiche, per il coinvolgimento della società. Come in passato lo è stato per la sostenibilità e per l’efficienza energetica, non ci sono dubbi che il tema della prevenzione sismica e della ricostruzione dei territori del Centro Italia più volte colpiti da forti scosse riceve e merita oggi tutta l’attenzione possibile”, con queste parole ha aperto i lavori il Presidente di ANDIL, Arch. Luigi Di Carlantonio.

La tavola rotonda, dedicata al tema della ricostruzione del Centro Italia e della prevenzione sismica nazionale, è stata moderata dal giornalista RAI Gianluca Semprini, il quale ha stimolato un interessantissimo dibattito tra esperti di ingegneria sismica, protagonisti istituzionali della ricostruzione e di CasaItalia e rappresentati del mondo della filiera delle costruzioni.
Il Prof. Guido Magenes, EUCENTRE/Università di Pavia, ha illustrato il comportamento delle costruzioni in muratura durante i terremoti degli ultimi anni (L’Aquila 2009, Emilia 2012 e Amatrice 2016 ), evidenziando la miglior tenuta degli edifici in muratura moderna in laterizio, armata e non . “È fondamentale però che l’utilizzo di un materiale idoneo, come può essere il laterizio, sia accompagnato allo sviluppo di una cultura tecnica del progettista che tenga conto delle norme tecniche in vigore e che si trovi un compromesso tra configurazione strutturale adeguata e progettazione architettonica”, ha affermato il Professore. Altro elemento fondamentale per il costruire sicuro, a parere di Magenes, è l’innovazione, come testimoniano i sistemi innovativi di tamponatura in muratura sviluppati (e brevettati sia a livello nazionale, sia europeo) dal progetto di ricerca INSYSME, un esempio di come il settore del laterizio continui ad evolversi e a trovare soluzioni che riducono il rischio in caso di terremoto.
“Precondizione per ricostruire il Centro Italia e migliorare la sicurezza sismica di tutto il Paese è la conoscenza dei dati sul rischio sismico nelle varie regioni, e questo – spiega il Prof. Giovanni Azzone, Politecnico di Milano e project manager di CasaItalia – è uno dei punti di CasaItalia”. I dati, che saranno disponibili dopo l’estate attraverso la mappa Istat del rischio, devono essere fruibili al cittadino che deve conoscere il rischio sismico della propria abitazione e decidere eventualmente di effettuare un intervento per la messa in sicurezza. Inoltre, i cittadini devono poter sapere che soluzioni sicure e innovative esistono e possono essere messe in atto; proprio questo è lo scopo dei 10 cantieri pilota di CasaItalia coordinati dall’Architetto Renzo Piano, per i quali sono stati stanziati 25 milioni di euro. I cantieri saranno il luogo dove l’industria potrà introdurre le proprie innovazioni. I numeri parlano di 530mila edifici residenziali di proprietà privata nei 648 comuni a massima pericolosità sismica. La strada da fare quindi è lunga e CasaItalia – che presto avrà una struttura stabile con uno specifico Dipartimento del Consiglio dei Ministri – emerge come un progetto sicuramente molto ambizioso, ma lungimirante.
Di lungimiranza parla infatti l’Ing. Giovanni Cardinale, Vice Presidente del Consiglio Nazionale degli Ingegneri, che riconosce a CasaItalia la capacità di guardare al futuro, “in una realtà in cui la politica difficilmente si occupa di prevenzione, perché la prevenzione non porta vantaggi immediati ed evidenti”. “Le norme tecniche ci sono – ha proseguito Cardinale – e possono certo stimolare lo sviluppo di una cultura tecnica, ma quello che manca e che le norme non ci possono purtroppo regalare, è la cultura della prevenzione”. Per quanto riguarda i materiali, Cardinale afferma che “bisogna abbandonare ogni fondamentalismo per cui un materiale è migliore dell’altro, perché non c’è il valore del materiale, ma il valore del modo in cui viene utilizzato per una determinata struttura”.
Altro ostacolo alla ricostruzione è, a parere di Alfredo Bertelli, Capo della Segreteria Tecnica del Commissario Errani, la fragilità delle strutture amministrative: “se infatti le norme – emanate, ad oggi, 32 Ordinanze del Commissario Straordinario e
3 provvedimenti legislativi per il cratere del Centro Italia – ci sono, quello che manca è la capacità dei diversi Comuni (delle quattro Regioni interessate: Lazio, Abruzzo, Marche e Umbria) di far partire i progetti, perché c’è grande difficoltà ad interloquire con i cittadini, con i tecnici, ecc.; quindi l’intero processo di ricostruzione si blocca”. Alla domanda sulla possibilità di infiltrazioni malavitose, come quelle che ci furono dopo il terremoto a L’Aquila, Bertelli risponde elencando una serie di norme, ordinanze e procedure previste proprio con lo scopo di impedire tali infiltrazioni.
Parlando di strategia antisismica nazionale, i dati dicono che il 70% delle abitazioni sono state costruite prima delle normative antisismiche e quindi necessitano di importanti interventi di messa in sicurezza. Il Sismabonus è un potente strumento per favorire una rapida operazione di risanamento. Tuttavia, ha sottolineato il Prof. Edoardo Cosenza, Università Federico II di Napoli e membro del CSLLPP, “il punto è tutto politico”, poiché la vera questione è la cedibilità del credito. Ed è qui che si necessita dell’intervento delle associazioni di categoria, che attraverso la lobby possono ottenere la cedibilità del credito alle banche, perché solo così il cittadino sarà maggiormente incentivato ad intraprendere interventi di messa in sicurezza. Senz’altro interessante quanto previsto poi dalla recente “manovrina” in merito all’applicazione del Sismabonus anche agli edifici da abbattere e ricostruire, ad es. in presenza di gravi criticità strutturali.
Ed è d’accordo con il Prof. Cosenza, Federica Brancaccio, Presidente di Federcostruzioni, secondo la quale “è necessario prendere reale consapevolezza che bisogna mettere in sicurezza il nostro patrimonio”; la rigenerazione del costruito obsoleto è una principalmente una questione di interesse pubblico e poi un’occasione unica di rilancio dell’industria delle costruzioni. La Brancaccio ha parlato anche di digitalizzazione, ricordando che le costruzioni sono il settore meno digitalizzato insieme all’agricoltura e che quindi molto rimane ancora da fare. “Una soluzione però c’è ed è la piattaforma digitale BIM (Library & Server) che la filiera ha messo a punto con un contributo del MISE e il cui prototipo va ora ingegnerizzato”, spiega Brancaccio. Questa piattaforma “acceleratore della digitalizzazione 4.0” sarà un bene comune per tutti gli operatori del settore, pertanto Federcostruzioni è fortemente impegnata a promuoverla sia a livello nazionale sia in Europa.
Per quanto riguarda invece i beni culturali, per i quali ovviamente non si possono applicare gli stessi criteri degli edifici residenziali, il principio che deve prevalere è quello del miglior compromesso tra tutela e sicurezza, così ha affermato Bertelli, seguito da Azzone, per il quale “è necessario conservare il valore del bene ma adattandolo al mondo che cambia, magari valorizzandolo ancora di più”, facendo così riferimento anche al tema della valorizzazione del patrimonio, come precondizione per la ricostruzione.
Percezione e conoscenza del rischio sismico, normativa tecnica, cedibilità del credito per i lavori di riqualificazione, sistemi in muratura antisismica, utilizzo adeguato dei materiali, questi sono gli ingredienti per la messa in sicurezza del Paese.
Il laterizio emerge, quindi, come un materiale che, per le sue caratteristiche di sostenibilità, flessibilità, durabilità, capacità di innovazione e al contempo coerenza con il contesto storico, si presta ad essere il miglior materiale per ricostruire anche il Centro Italia, ha ricordato Franco Manfredini, riconfermato alla Presidenza della Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi.
L’Assemblea pubblica di ANDIL 2017 è stata preceduta dall’evento della Federazione Confindustria Ceramica e Laterizi che ha visto l’intervento del giornalista di Casabella Prof. Marco Biagi, Politecnico di Milano, che ha presentato, attraverso Costruire in Laterizio 171 e Casabella 874, l’opera dell’Architetto paraguaiano Solano Benitez, Leone d’Oro alla Biennale di Venezia, che con il suo “Gabinete de Arquitectura” è divenuto ormai un punto di riferimento internazionale per l’architettura in laterizio ed un simbolo del connubio tra memoria e rivoluzione creativa.

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