Slitta al luglio 2020 la fine del mercato di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas

Da qualche settimana è stato approvato un emendamento al decreto Milleproroghe n.91/2018, che farà slittare al 1° luglio 2020  la fine del mercato di maggior tutela per l’energia elettrica e il gas, prevista, in precedenza, per il 1° luglio 2019.

Quindi bisognerà aspettare un anno in più, salvo nuove future proroghe, per vedere la fine, per legge, del regime tutelato. Certamente tale decisione è stata molto gradita a Federconsumatori, che già si era espressa contro la data del primo luglio 2019 in quanto molto preoccupata sia della opacità del mercato libero che del basso livello di conoscenza dei cittadini (privati o partite IVA) coinvolti nella riforma avviata con il nuovo millennio.

Osservando la questione dal punto di vista degli operatori, un ulteriore ritardo della liberalizzazione totale del mercato non solo non porterà i benefici delle offerte “a mercato libero”, ma non aiuterà i consumatori interessati dalla riforma, a diventare più consapevoli nell’acquisto. Lo studio svolto da alcuni Organi di informazione e dall’ARERA stessa (Relazione Annuale), ha infatti evidenziato che il livello dei prezzi della materia prima risulta, di fatto, più conveniente nel mercato libero che in quello tutelato.

La decennale esperienza nel settore, mi impone di chiarire che il mercato italiano presenta dei ritardi e delle distorsioni che forse troppo a lungo sono stati rimandati, a partire da quel marzo 1999 in cui è stato pubblicato il famoso Decreto Bersani D.L. n° 79/99 “Attuazione della direttiva 96/92/ce recante norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica”. La distorsione più banale ed evidente, leggendo le classifiche ARERA relative alla vendita, è che una grossa fetta del mercato è di fatto posseduta dai produttori (gas naturale ed energia elettrica) ovvero ENI ed ENEL. Altra evidente distorsione è che per alcuni soggetti pubblici che operano come venditori, malgrado l’unbundling, è stato possibile, per anni, utilizzare il marchio originario della società che erogava il servizio di trasporto o distribuzione, lasciando di fatto all’utente finale la sensazione di essere maggiormente garantito nei servizi di trasporto o vettoriamento (allacciamento in tempi più brevi, letture più accurate, pronto intervento sicuro, ecc.) Ancora oggi, qualche venditore, alimenta questa “leggenda” che racconta di operatori “più bravi” a gestire le pratiche del contatore rispetto ad altri invece penalizzati perché “estranei”, ma in realtà da anni oramai possiamo dire che il trasporto e la distribuzione sono servizi garantiti equamente a tutti gli operatori da un chiaro meccanismo di obblighi e sanzioni a carico dell’ente di trasporto o distribuzione.

Su questa premessa, il mio personale giudizio sulla questione del ritardo dell’abolizione della tutela risulta non del tutto positivo. Sicuramente condivido le perplessità di Federconsumatori sulla inadeguata “maturità” dei consumatori, ma non credo che la proposta di “predisporre, prima di tutto, una campagna informativa istituzionale” rivolta ai cittadini, sia la strada giusta. Il settore dell’energia in generale, e il mercato in particolare, richiedono competenze che non sono facilmente reperibili sia per i cittadini sia, a volte, per gli stessi operatori! Il vero rischio che oggi può danneggiare i clienti finali (e il mercato in generale) è quindi un “sapere” che manca sia per chi compra, che per chi vende. Negli ultimi anni infatti, la crescita del numero di società di vendita ai clienti finali ha registrato percentuali a due cifre, ma è altrettanto vero che la vita media di tali società è pari a meno di 3 anni: acquisizioni, o liquidazioni, sono più rari dei fallimenti. E i fallimenti, quando non solo dolosi (truffa), sono causati da gravi errori di gestione o sottovalutazione dei rischi. Oltre a tali rischi, un utente può imbattersi in aziende “tritacarne” ovvero, aziende che adottano strategia commerciali aggressive e illusorie, dove si promettono sconti fasulli o viene applicato, in maniera sistematica, il cosiddetto anatocismo energetico (l’occultamento di una voce di costo all’interno di altri oneri passanti stabiliti dall’ARERA) o per dirla facile, una piccola truffa.

Dinanzi a tali strategie, la difesa del Consumatore non può essere garantita solamente dal sistema, ma devono essere coinvolti soggetti e professionisti con competenze consolidate e un ruolo neutro rispetto ai giocatori, un ruolo che di fatto faccia evolvere il mercato, innovandolo e rinnovandolo, e qualcuno si sta preparando.

Michele E. Lo Martire*

*L’ing. Lo Martire è stato per molti anni “responsabile trading e logistica di fonti energetiche” per importanti aziende del settore. Di recente ha creato la propria impresa, Integrated Energy Hub (IEH), che è partner Rete Asset.

 

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