Regione Toscana, Confservizi Cispel e Anci hanno scelto di lavorare insieme, con alcuni obiettivi strategici comuni dal punto di vista energetico, ambientale, informativo, tecnologico e sociale. A questo scopo hanno siglato un protocollo per la promozione e lo sviluppo delle smart cities in Toscana.

Il protocollo coinvolge già la metà dei Comuni capoluogo, ovvero Firenze, Prato, Pisa, Grosseto e Siena, ma che rimane aperto anche ad altre adesioni. Potranno infatti siglare l’intesa altre città toscane (capoluogo e non), ma anche aggregazioni territoriali e piccoli comuni che, con la banda larga ormai presente in tutta la regione e la banda ultralarga in arrivo, potranno usufruire dei servizi digitali.
Regione Toscana ha inserito le politiche sulla Smart City nel Programma regionale di sviluppo 2020,  Anci Toscana già eroga servizi nel settore dell’Itc e Confservizi Cispel Toscana – che riunisce sotto la sua egida le aziende di servizio pubblico locale, dai trasporti, all’edilizia residenziale pubblica, all’energia, al servizio idrico, ai rifiuti, alle telecomunicazioni – ha già svolto, d’intesa con i Comuni e il sistema delle Camere di commercio, un’analisi delle attività e dei progetti smart dei comuni e delle società partecipate.

“La Toscana sta facendo salti in avanti in tema di innovazione – commenta Vittorio Bugli, assessore alla presidenza con delega, tra l’altro, allo sviluppo della società dell’informazione -. Con la banda larga che copre tutto il territorio regionale, e l’ultralarga che sta arrivando, dobbiamo prepararci a implementare la diffusione di servizi per avere città sempre più intelligenti. Per fare questo dobbiamo essere in grado, così come abbiamo fatto per superare il digital divide delle connessioni e delle infrastrutture, di diffondere su tutto il territorio quello che le città più grandi stanno già facendo. Definiremo linee guida e standard di servizio valide per tutta la regione, proponendo queste buone pratiche, partendo dal censimento dei progetti e dei servizi in essere nelle nostre città”.

Al protocollo potranno aderire anche università e centri di ricerca e tra le prime azioni individuate, oltre alla stesura delle linee guida e del censimento dei servizi, c’è la definizione di un piano operativo composto da un primo gruppo di progetti di smart city da realizzare nei Comuni in collaborazione con le società̀ partecipate e da coordinare a livello regionale, l’affidamento alle società partecipate responsabili dei progetti per lo sviluppo operativo e industriale delle smart cities e l’analisi e l’individuazione delle possibili fonti di finanziamento, nazionali ed europee.

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